Biografia

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Felici Ezio

Ezio Felici (Siena, 17 marzo 1882 – Siena, 10 aprile 1948) è stato un giornalista, poeta, drammaturgo e bibliotecario italiano. Vicino all'ideologia socialista[1], già nei primi anni del '900 Felici collabora con varie pubblicazioni come corrispondente da Siena; fra il 1903 e il 1910 scrive su alcune testate: La Colomba, Il Rugantino, La Chiacchiera e La Gazzetta di Siena[2]. Dal '17 bibliotecario per il Conte Antonio Palmieri in villa delle Fornacelle, aveva già scritto tre libri di sonetti in dialetto senese: Le feste di Siena (1908), La battaglia di Monteaperti (1910) e la Brigata Spendereccia (1912), quest'ultima rifatta poi con Luigi Bonelli (1920-1921) per il libretto di un dramma da far comporre a Pietro Mascagni[3]. I versi in senese sono spesso in forma dialogica[4], e di ispirazione legata alla città[5]. Talvolta parla delle vittorie delle varie contrade al Palio[6].

Molti i suoi testi teatrali, dal 1909 (Una Mascherata al Teatro dei Rozzi con Federigo Ioni), fino al '29 (l'incompiuto dramma lirico Provenzan Salvani per la musica di Riccardo Zandonai), sino alla lettura alla radio di Il pazzo di Cristo, trasmessa dall'EIAR da un suo allievo, Silvio Gigli, tra il 1942 e il 1943 insieme ad altri lavori radiofonici scritti in quel tempo. Scrisse in particolare il San Crespino per cercare di far rinascere il teatro vernacolare senese.

Curò la veste editoriale di vari suoi libri con l'aiuto di artisti senesi come Icilio Federico Joni, Primo Lavagnini, Federico Papi e altri; ha scritto inoltre vari inni[7]. L'ultima sua esperienza giornalistica fu la direzione del bisettimanale Rinascita con il contributo degli Alleati[8] e con la collaborazione dell'allievo Mario Verdone (1944-1945).