Descrizione
«Nel paese del Campansi vivon tanti tipi ganzi».
Così recitava un sonetto del 1966, scritto da chi quel luogo lo abitava ogni giorno – i Giovanetti, i commendini, come erano chiamati in città.
Erano ragazzi della campagna senese e delle Colline Metallifere, figli di contadini e minatori, che negli anni del dopoguerra lasciavano i loro borghi – Ciciano, Casciano di Murlo, Radicondoli, Chiusdino – con una valigia di cartone e un vestito nuovo, per studiare in città.
L’Istituto “Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi” in via Campansi era il loro approdo: una comunità severa ma scaldata dai termosifoni, un refettorio dove si mangiava in silenzio, un campetto di calcio senza un filo d’erba sotto le mura medievali di Siena.
Questo libro raccoglie le loro voci, a distanza di sessant’anni. Parlano di Suor Agnese – madre e infermiera, dispensatrice di purghe e di affetto; di divise blu coi bottoni argentati, di partite vinte e di punizioni scontate in piedi al muro.
Di notti ascoltate alla radio a galena e di tornei di ping-pong vinti e persi. Di un’Italia povera che prometteva futuro a chi sapeva resistere.
Ne emerge un ritratto corale, commosso e spesso ironico, di una generazione forgiata dalla disciplina e dalla solidarietà: uomini che, da qui corridoi in fila per due, sono usciti con un diploma, una professione, una vita.

