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“LA NAZIONE – SIENA”
19 DICEMBRE 2021

 

‘Tra Cielo e terra’, in volo sul Duomo

Dalla Cupola alle tarsie del Pavimento, foto con i droni e Qr code nel volume multimediale, edito da Betti

 

«Si è accumulata di recente una tal messe di ricerche sulla Cattedrale di Siena che era difficile individuare uno spazio editorialmente originale e imbastire qualcosa di nuovo. Non rammento qui i titoli di un’imponente bibliografia, caratterizzata da diverse ottiche disciplinari: dagli studi archeologici intrapresi con indimenticabile entusiasmo da Riccardo Francovich a quelli progettati da Roberto Guerrini per suggerire una lettura integrale e non solo artistica, culminati nel bel libro di Marilena Caciorgna ‘Virginis Templum’. La visibilità conquistata dal pavimento del Duomo e l’invito a comprenderne struttura e materiali inoltrandosi perfino nei sottotetti ha creato un’attenzione accompagnata da testi di buona divulgazione e scientifico rigore.

La mostra sull’immagine del Duomo di Siena 1223-1944, curata da Alessandro Leoncini, impareggiabile e rabdomatico segugio di archivi, e da Chiara Nencini, narra la percezione che nei secoli artisti e viaggiatori ebbero del luogo e documenta, avvalendosi pure di pezzi inediti, sensibilità e interpretazioni di un luogo movimentato da ombre e luci, suscitatore di contemplazione e silenzi ma anche vibrante di incontri festosi e musicale spiritualità. Non era facile inventare qualcosa di nuovo o addirittura sorprendere. Invece Luca Betti, editore che ama le sfide difficili e sa affrontarle con padronanza delle nuove tecnologie, ha sfornato un volume multimediale: Ilaria Bichi Ruspoli e Barbara Latini, ‘Tra cielo e terra’. Esplicita ne è la finalità divulgativa e le due autrici attingono sapientemente al patrimonio di conoscenze acquisite strutturando la loro piana spiegazione per temi: una svelta premessa storica, l’affollata facciata, gli altari, i quadri, gli affreschi, la Libreria Piccolomini, il fregio che accomuna teste di papi e medaglioni di imperatori, la cupola, i ritratti scultorei e via dicendo. Emerge così, con didattiva e semplificata chiarezza, l’intreccio di culture intervenute in una cosmica architettura, che collega classicità e cristianità, episodi biblici e citazioni esoteriche, santi e sibille, memorie civiche e simboli religiosi.

Questa vastità è esaltata parossisticamente dal coautore Betti che si sbizzarrisce in soluzioni fotografiche composte con virtuosismo estro. Talune immagini in un sol colpo d’occhio raccordano il cielo della cupola e le tarsie del pavimento. Un drone ha navigato in alto enfatizzando la foresta delle possenti colonne. La Libreria Piccolomini si apre a ventaglio in geometrica astrazione. Le storie del Pozzetto del Sabato Santo si succedono in una marmorea serialità che chiama alla ribalta Adamo ed Eva, Ercole e il centauro Nesso. A completare il gioco, numerosi QR-code disseminati nelle pagine del volume offrono la possibilità di sorvolare con carrellate cinematografiche un tempio che rivela linguaggi e chiavi segrete».

Roberto Barzanti