Skip to content Skip to footer

La bellezza del cammino

“Andai nei boschi perché desideravo vivere nei boschi, per affrontare solo i fatti essenziali della vita. Così scriveva Henry David Thoreau, con una frase che, ne siano consapevoli o meno, tutti i veri viandanti si portano dietro. Con il bosco che tutto sommato è la parola meno indispensabile: nel nostro caso può essere agevolmente scambiata con la parola cammino.

Si può camminare su una cresta di roccia, lungo l’argine di un fiume, nel bel mezzo di una risaia, per campi spietatamente senza un filo d’ombra, non importa. Ciò che conta è mettersi in cammino, ciò che conta è il ritmo dei passi che cuciono insieme passato, presente e futuro. E che mentre attraversano uno spazio fisico risuonano nello spazio interiore, di gran lunga più accidentato.

Camminare è una palestra di attenzione, dico sempre, lo è proprio perché nel mentre si cammina si diventa rubinetto che lascia correre i pensieri. Si diventa più vuoti, quindi più pronti a un nuovo pieno.

Camminare predispone all’essenzialità e questo, ne sono convinto, predispone anche alla scrittura. Non solo perché la lentezza si combina magnificamente con l’esercizio del taccuino o dei suoi (quasi) equivalenti tecnologici. Ma perché esiste proprio un’intima connessione tra il passo e la parola: quasi fossero due forme di scrittura – le orme sul terreno e le lettere sulla carta – o due lingue che non sono estranee, che piuttosto appartengono allo stesso ceppo”.

Dalla Presentazione di Paolo Ciampi,

presidente della giuria del premio letterario

“Intanto parto, racconti e parole in cammino”,

al libro La nostra Francigena

Categoria: Product ID: 9103